Skal Firenze e Toscana e Skal Italia hanno animato una serie di eventi e di dibattiti per ragionare con gli operatori turistici, le loro associazioni e con i decisori locali sul FUTURO DEL TURISMO e sul come superare l’emergenza overtourism che in Toscana è un tema molto sentito.
Ermanno Bonomi, Vice Presidente di Skal Italia, ha diretto le attività di ricerca e networking, con il contributo del Presidente di Skal Firenze e Toscana Eliodoro Miranda e del Presidente di Skal Italia, Tito Livio Mongelli.
Il MANIFESTO DEL TURISMO DEL FUTURO. Visione 2030: oltre l’overtourism è un documento che costituirà la base teorica e strategica del convegno internazionale promosso da Skål Italia e Skal Toscana, in collaborazione con diversi Club esteri sensibili a queste tematiche, che si terrà a Lucca il prossimo novembre.
Questo Manifesto raccoglie una serie di riflessioni e spunti critici pensati per superare le risposte tradizionali, offrendo punti di vista inediti con cui affrontare la complessità del turismo contemporaneo.
Ecco i temi principali:
La De-Semplificazione e la Visione Economica
1. Oltre la Monocultura: Il Turismo come Fattore Intersettoriale
Il limite principale dei modelli attuali è la trappola della monocultura turistica.
Considerare il turismo come un settore isolato al quale sacrificare un intero territorio è un errore strategico.
Poiché il turismo è un fenomeno intrinsecamente intersettoriale:
- Diversificazione dell’economia locale: Il turismo non deve assorbire tutte le risorse, ma servire da volano per riattivare settori primari e secondari della destinazione.
- Sostenibilità incrociata: Un turismo è realmente sostenibile solo se si rafforzano gli altri fattori produttivi del territorio — agricoltura a km zero, artigianato di qualità, manifattura locale e servizi alla persona.
- Riqualificazione reciproca: Il turismo rianima le filiere locali, e l’esistenza di filiere locali autentiche ed economicamente autonome evita la trasformazione delle città in set cinematografici vuoti.
2. Guardare le Cause, non i Sintomi: La Questione Residenziale e gli Affitti Brevi
Incolpare i singoli proprietari o l’extralberghiero (il fenomeno dell’“airbnbificazione”) significa ignorare la radice del problema.
- Gli affitti brevi sono una conseguenza, non la causa: Sono l’effetto diretto di modelli urbani già eccessivamente orientati alla rendita turistica e della progressiva perdita di servizi essenziali per la comunità.
- Garantire la vivibilità sociale: Il problema reale dei centri storici è la desertificazione urbana: la scomparsa dei negozi di vicinato, dei presidi sanitari, scolastici e sociali, la mancanza di spazi di socialità.
- Regolamentazione mirata, non demonizzazione: Occorre scindere il piccolo proprietario (che integra un reddito e redistribuisce il valore sul territorio) dai grandi gruppi di gestione immobiliare speculativa. I benefici del turismo economico devono servire a ridurre le disuguaglianze sociali, non ad accentuarle.
3. La Cultura come Fattore Produttivo (Non solo come Attrazione)
Nelle nostre destinazioni non basta ripetere l’ovvietà che “la cultura è importante”. Occorre un salto concettuale: trasformare la cultura in un vero e proprio fattore produttivo ed economico.
- I Musei come “Botteghe” e Laboratori di Futuro: I centri museali devono superare il concetto statico di “dimora o tempio di conservazione” per diventare laboratori vivi di innovazione e co-creazione.
- Interconnessione con il Saper Fare: Il patrimonio storico deve dialogare con i centri di restauro, la formazione tecnologica e le botteghe artigiane locali.
- Evoluzione dell’Identità: L’identità culturale non è un soprammobile cristallizzato nel passato da mostrare a pagamento, ma una produzione continua di senso che coinvolge sia la comunità residente che il visitatore.
Azioni Operative, Sovranità e la Rivoluzione dell’IA
4. Alcune Azioni Chiave per la Governance dei Flussi
Per superare l’illusione semplicistica e impraticabile del “numero chiuso”, la gestione integrata richiede strumenti di governance mirata:
- Demarketing e Selezione dell’Ospite: Spostare le campagne promozionali dall’attrazione indistinta alla selezione di target consapevoli, disposti a soggiorni lunghi e ad un’interazione profonda con la comunità.
- Uso Strategico della Tassa di Soggiorno: Riconvertire i proventi per finanziare i servizi ai residenti e detassare i soggiorni lunghi (es. azzeramento della tassa dal 4° giorno) o finanziare esperienze culturali gratuite distribuite sul territorio.
- Decentramento e Programmazione degli Spazi: Sviluppare sistemi di prenotazione per le aree sensibili e creare reti tra il patrimonio “minore” dei borghi e dell’area metropolitana per diluire la pressione sui nodi centrali.
- Tutela e Ritorno delle Botteghe Tipiche: Calmieri sugli affitti per le attività artigianali storiche nei centri urbani e divieto di cambio d’uso per preservare la qualità del tessuto commerciale locale.
5. Sovranità Digitale e Svincolo dagli Oligopoli
Le Online Travel Agencies (OTA) e le grandi piattaforme di intermediazione erodono l’autonomia commerciale delle imprese e condizionano i flussi globali solo in base ai loro interessi immediati. È urgente sviluppare normative di contrasto al monopolio e sostenere piattaforme pubbliche o consorziali basate su tecnologia aperta per restituire margine d’azione agli operatori locali.
6. La Rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale e la Nuova Formazione
Il dibattito sulla formazione turistica non può più considerare l’Intelligenza Artificiale come una semplice “innovazione tecnologica di supporto” (come fu internet 30 anni fa). L’IA rappresenta un cambio di paradigma strutturale nel sistema di produzione della ricchezza e nella fruizione della realtà.
- Personalizzazione Radicale: L’IA mette i bisogni individuali della persona (visitatore e residente) al centro, fornendo risposte, percorsi ed esperienze iper-personalizzate e creative in tempo reale.
- Revisione dei Contenuti e delle Metodologie Didattiche: La scuola e i percorsi d’aggiornamento per gli operatori devono essere integralmente ripensati. Non serve più insegnare la nozione o il compito esecutivo (ormai automatizzabili), ma il pensiero critico, la capacità di analisi complessa, il giudizio etico e la narrazione d’atmosfera (storytelling emotivo e multisensoriale).
- Formare Nuove Figure di Sintesi: La formazione del futuro deve creare professionisti capaci di governare gli algoritmi, curare la relazione umana ed empatica e progettare modelli economici territoriali in grado di far convivere la ricchezza prodotta dall’IA con la salvaguardia dell’anima dei luoghi.